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News pubblicate dal 2003 a ottobre 2020

Silvio Soldini e Alba Rohrwacher (foto: Eleonora Stassi)
 

''IL COMANDANTE E LA CICOGNA'' INTERVISTA COL REGISTA SOLDINI

"Il comandante e la cicogna", intervista con Silvio Soldini e Alba Rohrwacher, al cinema da giovedì 14 marzo ad Aarau, Basilea, Berna, Bienna, San Gallo e Zurigo

In occasione della presentazione del nuovo film "Il comandante e la cicogna" di Silvio Soldini, nelle sale cinematografiche svizzere dal 14 marzo, abbiamo incontrato il regista e l'attrice Alba Rohrwacher presso l'hotel Rössli a Zurigo. In questo film il regista si è confrontato con il genere della commedia. I due protagonisti, Leo, un idraulico, padre di due figli, vedovo, interpretato da Valerio Mastandrea, e Diana, un'artista sfortunata, incarnata da Alba Rohrwacher, si trovano a dover affrontare una serie di avventure rocambolesche, che li porteranno ad incontrarsi. La trama è arricchita da una dimensione magica, dove le statue parlano e i fantasmi tornano di notte. "Ci piaceva l'idea di dar voce alle statue, chissà cosa possono pensare di noi. Noi molto poco spesso rivolgiamo il pensiero a loro." Così Soldini inizia a spiegarci il suo film e i suoi personaggi. "Leo è un personaggio con tanti problemi, è come se avesse difficoltà a gestire la sua vita, la sua solitudine, e proprio per questo ha bisogno di uno scambio continuo con la consorte che non c'è più." La moglie Teresa (Claudia Gerini) torna ogni notte a trovare Leo. "Lui ne ha bisogno per capire cosa fare. Solo quando finalmente lui va oltre e si innamora, lei può andarsene. Ma c'è un'ironia di fondo. Abbiamo voluto trattare questi temi con leggerezza."

Il comandante e la cicogna

La maggior parte delle riprese sono state fatte a Torino, ma il regista ci tiene a ribadire che voleva rappresentare l'Italia intera. "L'idea era che fosse una città che rappresentasse l'Italia, ma senza una connotazione precisa. Se avessi potuto avrei ripreso delle immagini in almeno altre due città. Sono andato a cercare dei luoghi che non dicessero subito "siamo in questa città o in un'altra". Ci sono immagini di Milano, ma mi sarebbe piaciuto mischiare anche con Genova o Firenze." In questo film torna centrale il ruolo dei figli. Non sono più gli adulti a prendere o non prendere delle scelte, ma si trovano a subire ciò che accade intorno a loro. I figli, invece, sono il motore del film. "Gli episodi che scatenano delle crisi, che fanno andare avanti la storia, sono quello di Maddalena, figlia diciassettenne di Leo, e della cicogna di Elia, il fratello quindicenne. La famiglia è il cuore del film. La ricerca degli attori è stata molto difficile e lunga. Con i ragazzi bisogna stare attenti a chi si sceglie. Se si sceglie bene e si trova qualcuno che si diverte, è bellissimo. Il cinema unisce un lato tecnico a quello artistico e l'importante è alzarsi la mattina ed avere voglia di fare." Dalla sceneggiatura al prodotto finale è un percorso molto lungo e non sempre facile. "Una volta che le cose sono scritte sembra sia stato fatto gran parte del percorso: se c'è un bel progetto di una casa, verrà una casa bella. Ma tante cose che non ci sono nel progetto, si rivelano nella creazione. Ogni giorno ci si scontra con problemi diversi. Si è sempre alla rincorsa e non si riesce mai a finire del tutto quello che si voleva fare. Una volta per un attore che sta male, poi a causa delle statue irraggiungibili tra i fili del tram, la cicogna… Mettere in scena cose che sembravano semplici sulla sceneggiatura, a volte è stato duro. Bisogna avere una grande passione e le persone giuste intorno." Alba è sicuramente una di queste persone. "E' il terzo film che facciamo insieme, ma questo è il secondo film in cui abbiamo affrontato un personaggio importante, un protagonista. La cosa che ha fatto di bello Alba è stata mostrare un lato diverso. Diana porta dei toni particolari all'interno del mondo della commedia, il personaggio è ben caratterizzato. Abbiamo lavorato molto sul look." Alba Rohrwacher indossa una parrucca nera, Mastandrea ha un ciglio più chiaro. "E' bello questo lavoro con gli attori. Come a teatro, creare un personaggio in tutti i suoi dettagli. Nella commedia c'è più libertà, nei personaggi drammatici è più una caratterizzazione nascosta."

Proprio Alba Rohrwacher arriva per parlarci del lavoro che ha svolto sul suo personaggio. "Un lavoro sulle caratteristiche esterne di un personaggio, ha sempre un significato profondo, si parte da come è fuori per arrivare a capire poi come questo personaggio è dentro. C'è una ricerca che spazia moltissimo. Parte da un personaggio, che poi l'attore stravolge. Per questo mi sembra di aver sempre raccontato delle persone diverse da loro e da me." Nel film precedente, "Cosa voglio di più", aveva interpretato il ruolo di Anna e aveva preso come modello delle persone reali. "Mentre per Anna avevo un riferimento reale, una persona che conoscevo, per il personaggio di Diana non c'è. Per me il riferimento era Buster Keaton, quel tipo di energia, o Charlie Chaplin, quel tipo di sguardo. Nel corpo Keaton, nella sospensione dello sguardo Chaplin. La cosa che mi colpisce e mi rimane di più di Diana è proprio il suo modo di guardare." Anche in questo film sono le donne che reggono la storia. "Reggono nel male e nel bene. Sono donne che lavorano nella sfera del sogno, della fantasia, il personaggio di Claudia è un fantasma, lavorano ai margini, Diana porta gli altri, nell'ombra, la segretaria dell'avvocato Malaffano…" Le chiedo perché Diana, nonostante le molteplici delusioni, rimane in Italia e non va a vivere all'estero, come le suggeriscono le amiche. "E' una persona che in un modo anche un po' istintivo arriva a credere, a fidarsi che prima o poi qualcuno capirà il suo lavoro. Andarsene sarebbe forse mollare una sfida, che forse anche inconsapevolmente ha intrapreso. E' un atto di coraggio quello di rimanere. Chi rimane in Italia oggi, è una persona coraggiosa."

Prima di andare via chiedo a Silvio Soldini come si trova a Zurigo e come mai, ad un certo punto del film, Leo si trova a dover raggiungere il figlio proprio nella Svizzera tedesca. "Mi piaceva che l'idraulico, all'idea di andare nella Svizzera tedesca, reagisse come se dovesse attraversare l'oceano Atlantico. Mi piaceva l'idea di finire il film su una montagna, un po' slegati dalla città. Le montagne, in fondo, le ho conosciute qui in Svizzera. E' un paese che non conosco approfonditamente quanto l'Italia, ma mi trovo bene. E' comunque una seconda patria da qualche punto di vista, sono originario di Chiasso. E' comunque un luogo che ho conosciuto sin da piccolo. Mi piacerebbe fare un film da queste parti."

Dove e quando al cinema? fonte: Cineman
www.cineman.ch/movie/2012/
IlComandanteELaCicogna/cinema.html?date=2013-03-14

Distributore in Svizzera: Filmcoopi
www.filmcoopi.ch/filmreel-comandante-de_CH.html

Visita il sito ufficiale:
http://cinema-tv.corriere.it/ilcomandanteelacicogna



 

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