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News pubblicate dal 2003 a ottobre 2020

 

ALICE RORWACHER E I CHIAROSCURI DELLE SUE MERAVIGLIE

Negli ultimi anni, Tuttoitalia ha seguito le anteprime di diversi film italiani proposti al pubblico svizzero. Nell'ultimo periodo abbiamo con piacere constatato come il numero di film presentati e l'attenzione ad essi dedicata, siano cresciuti in maniera finalmente e meritatamente proporzionale alla qualità dei film stessi. Da poco è giunta notizia che "Il Capitale Umano" di Paolo Virzì concorrerà tra i film italiani all'Oscar per miglior film straniero alla più importante kermesse mondiale di cinema. Ma domenica 5 ottobre, con altrettanta sorpresa siamo entrati in contatto con un'altra piccola perla del buon cinema, giovane ed italiano. I giochi di parole e di interpretazioni in merito a questo nuovo film si sono sprecati. Ma "Le Meraviglie", come "Il Capitale Umano" distribuito in Svizzera da Filmcoopi, non si riesce a ridurre ad un semplice gioco di parole.

E la conferma ci arriva direttamente dalle parole della regista e sceneggiatrice, la splendida Alice Rorwacher, nella sala riunioni dell'albergo che la ospita, poche ore dopo i titoli di coda dell'anteprima. Siamo riusciti a rubarle minuti preziosi ed ancor più preziosi "consigli per la visione" che abbiamo il piacere di riproporvi in questo stralcio di intervista. Come ci dice la stessa Alice Rorwacher, il film "è una storia d'amore tra un padre ed una figlia. Niente di più. Poi ognuno può ricercarci i significati che vuole; l'interpretazione è libera", sfoggiando un luminoso sorriso. Proprio tema della "luce" è ripreso più volte all'interno del film, in quella che noi abbiamo visto come un rimando ai segni, ai significati, alle intuizioni della scuola di Semiotica di Umberto Eco: "volevo che la luce", ci spiega, "fosse l'inizio della vita. Il film comincia al buio. La luce risveglia i personaggi, li fa agire e reagire. Ed in un certo senso senza la luce non ci sarebbero le meraviglie". Seguiamo il suo ragionamento che poi si avventura in una visita guidata attraverso i vari livelli di interpretazione a partire dal titolo stesso del film: "le meraviglie sono l'estasi della vista, mirare e poi meravigliarsi."

Nessuno scandalo dunque. La storia d'amore tra padre e figlia, Wolfgang e Gelsomina, è un volersi bene più di ogni altra cosa: "non c'è da gridare all'incesto. C'è un sentimento, che a volte si lascia oscurare da piccole incomprensioni, com'è normale in qualsiasi rapporto tra padre e figlia. E non si tratta di un film Autobiografico, come tutti hanno scritto. È un film personale, parla del paese in cui sono nata e del tipo di vita che affrontavo con le mie sorelle da piccola". E, per l'impegno artigianale e la cura minuziosa che ha adoperato durante la realizzazione del lungometraggio è un film che "diventa al massimo post-biografico. Cast, storia, sceneggiatura, sono diventate parte della mia vita. Non ne sono certo la riproduzione."

La regista, sul set, ha anche lavorato con sua sorella Alba Rorwacher che ci descrive come "una professionista che stimo. Innanzitutto mi piace come attrice e mi piace il suo modo di recitare. Poi è anche mia sorella". Il cast è impreziosito dalla presenza di Monica Bellucci: l'attrice, nei panni di una eterea "fata turchina" della televisione locale, spalanca gli occhi di Gelsomina ad un mondo di lustrini e visibilità. La Bellucci "ha una carica di ironia intrinseca, un'aurea di sarcasmo naturale che non so perché sono sempre passate in secondo piano", aggiunge Alice, "oltre ad essere la straordinaria professionista che ho effettivamente conosciuto sul set".

Parte del casting è stato svolto proprio in Svizzera, paese che ha coprodotto il film. Alice lo descrive come "un ambiente straordinario, geograficamente e professionalmente. Tutti sono super preparati a svolgere il loro mestiere ed è un piacere poter lavorare con professionisti di così alto profilo".

L'ultimo punto che affrontiamo è quello delle api. Questi insetti - basti pensare alla locandina stessa del film - sono protagonisti non certo di secondo piano nella storia. Wolfgang è un apicoltore e l'intreccio stesso, gli amori, i sentimenti, le incomprensioni, i fatti ruotano attorno alle arnie che raccolgono il loro vitale nettare. "Nel compito dell'apicoltore", ci racconta la regista "rivedo un po' il mestiere del regista. Le api non si possono avere, gli alveari non si possono possedere. Un bel giorno ti svegli e le arnie sono vuote perché le api sono volate via. Sono animali che l'apicoltore si illude di ammansire, controllare, governare. Il regista spera soltanto che tutte queste api, che fanno semplicemente quello che è nella loro natura fare, non decidano improvvisamente di volare via".

Alice Rorwacher con il suo "Le Meraviglie", è riuscita in fondo a tenerci incollati alle poltrone del cinema. A guardar bene, sembrano proprio le comode cellette di un alveare. Non trovate?

Prossimamente al cinema.
Programmazione presto disponibile su Filmcoopi Zurich o sul portale Cineman 

SCHEDA TECNICA del film "Le Meraviglie"

Trama: L'estate di quattro sorelle capeggiate da Gelsomina, la primogenita, l'erede del piccolo e strano regno che suo padre ha costruito per proteggere la sua famiglia dal mondo "che sta per finire". E' un'estate straordinaria, in cui le regole che tengono insieme la famiglia si allentano: da una parte l'arrivo nella loro casa di Martin, un ragazzo tedesco in rieducazione, dall'altro l'incursione nel territorio di un concorso televisivo a premi, "il paese delle Meraviglie", condotto dalla fata bianca Milly Catena.

GENERE: Drammatico
ANNO: 2014
REGIA: Alice Rohrwacher
SCENEGGIATURA: Alice Rohrwacher
ATTORI: Monica Bellucci, Alba Rohrwacher, Margarete Tiesel, Sabine Timoteo, André Hennicke, Sam Louwyck, Maria Alexandra Lungu, Agnese Graziani
FOTOGRAFIA: Hélène Louvart
MONTAGGIO: Marco Spoletini
MUSICHE: Piero Crucitti
DISTRIBUZIONE: Filmcoopi in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura a Zurigo
PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Svizzera, Germania
DURATA: 110 Min



 

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